“La scuola come una seconda casa”

Facciamo della scuola la nostra seconda casa, “Ler’s Make School our Second Home”. Questo il nome del progetto biennale Erasmus+, finanziato con fondi europei, cui hanno preso parte le docenti dell’Itset di Tursi, Mariangela Bornè, Ida Capobianco, Marinella Cassavia e Rosanna La Padula in Romania. Le attività, svolte in lingua inglese, hanno avuto luogo presso il liceo “Constantin Noica” ad Alexandria, grosso centro non molto distante dalla capitale, che ha accolto insieme alla rappresentanza di docenti italiani, insegnanti provenienti da istituti di istruzione di secondo grado di nazionalità greca e turca. Il nome Il nome del progetto è eloquente: la didattica odierna mira in primis alla inclusione dell’allievo nella comunità scolastica, creando condizioni quasi familiari che ne agevolino il processo di apprendimento, con grande attenzione al suo mondo affettivo ed emozionale. E’ sempre più chiara la consapevolezza da parte degli operatori in campo educativo della grande complessità dell’universo giovanile e della necessità di stare vicino all’adolescente nel suo percorso di crescita umana e culturale sino alla sua piena maturità, coltivandone la motivazione e la curiosità verso la scoperta e la conoscenza del mondo che gli sta intorno. E’ la dispersione scolastica, oggetto di dibattito del seminario, intesa come vero e proprio fallimento dell’azione educativa che porta l’alunno ad allontanarsi da essa, cercando altre vie di promozione personale, il nemico da combattere e per evitare la quale ogni iniziativa didattica è messa a punto. “E’ stata un’occasione di confronto, che ci ha arricchito professionalmente e umanamente, mi sento così di interpretare il pensiero delle mie colleghe – commenta Rosanna La Padula- abbiamo incontrato persone splendide con cui abbiamo discusso di modelli educativi e strategie didattiche”. A questo primo incontro di formazione destinato ai soli docenti seguiranno altri nel corso dei quali gruppi di alunni accompagnati da insegnanti visiteranno a turno le scuole delle nazioni partner e saranno coinvolti in attività culturali di conoscenza del territorio. “Ritengo che esperienze di tal genere abbiano un alto valore educativo – afferma la Dirigente Anna Di Trani – che al di là dei facili luoghi comuni, i termini localismo ed europeismo debbano declinarsi assieme ed in maniera complementare; è opportuno preservare i valori fondanti delle culture nazionali ma al tempo stesso offrire ai nostri giovani prospettive più ampie di respiro sovranazionale oggi che la mobilità degli individui è così fluida e il mercato del lavoro così dinamico. A maggio ospiteremo gli amici stranieri”.

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